Biografia


Premessa

Qui puoi leggere la storia della mia vita.
Ritengo questa parte estremamente utile per capire chi sono ora in quanto l'io del presente non è altro che la somma dei tanti io che abbiamo vissuto durante la nostra vita.
Se trovi questa parte troppo noiosa (e forse non avresti tutti i torti) ti ricordo che premendo alt+l+invio o alt+o+invio o alt+r+invio puoi vedere le altre versioni più folli di questa pagina.



La mia vita

Sono nato a Desio, un ospedale in provincia di Milano (per la precisione nel suo bagno visto che mia mamma, mezza addormentata, aveva scambiato le contrazioni per altro).
Il quartiere di Milano in cui sono cresciuto Quarto Oggiaro, non ha una bella fama e, quando ero piccolo, la cosa era giustificata.
Di conseguenza, dopo aver frequentato l'asilo nel quartiere, i miei hanno fatto di tutto per evitarmi le elementari in zona.
La cosa aveva senso visto che stavo già diventando un mezzo teppista: a cinque anni avevo l'abitudine di prendere la testa di chi mi dava fastidio e sbatterla sulla prima cosa dura che mi capitava (Ah, l'uomo tigre quante ispirazioni mi dava!).

Alle elementari sono quindi finito in una scuola privata di suore, il Maria Consolatrice.
La scuola era a tempo pieno e quindi, dopo una mattina di studio, si mangiava, poi una bella ricreazione di un ora e poi studio o attività più manipolative: disegno, traforo o altri lavoretti.
Alcune belle amicizie sono nate (ma anche morte) in quel periodo che ricordo sempre con piacere.
Nell'intervallo si giocava a calcio o altri giochi frutto della nostra fantasia (c'erano anche degli abbozzi di gioco di ruolo).
A pranzo si faceva di tutto per evitare di mangiare alcune cose e mi facevo pagare in caramelle anche per eliminare le pietanze altrui.
Lo studio non pesava (io ero molto curioso e amavo apprendere cose nuove a parte memorizzare le tabelline e le formule geometriche) e i lavoretti mi hanno dato le basi per alcuni dei cosplay che ho realizzato.
Nel tempo libero, a casa, giocavo col lego o i master o altro (essendo figlio unico i giocattoli non mi mancavano), studiavo i dinosauri (ero un secchione con l'hobbies della paleontologia) o vedevo i cartoni animati (i mitici cartoni degli anni 80).
Il sabato e la domenica, se uscivo, mio padre mi portava al parco di Trenno o a parco Sempione accompaganto dalla mia fida bicicletta o coi pattini a rotelle (non ero molto portato per i giochi di squadra).
Occasionalmente andavo a vedere qualche museo (quello di scienze naturali, quello di archeologia o della scienza e della tecnica).
D'estate mia madre mi portava a un campetto vicino a casa dove amavo l'altalena, lo scivolo e gli altri giochi da parchetto.
A otto anni, per via di una scogliosi, ho iniziato a giocare a basket nonostante odiassi i giochi di squadra: pensavo "che lo sport rendesse stupidi come i calciatori".
Nello stesso periodo, affascinato dai cavalieri, ho costruito il mio primo costume per carnevale.
Unica nota negativa la mia debolezza fisica che d'inverno mi costringeva a casa per settimane con bronchiti e influenze.

Finite le elementari, le medie pubbliche (sempre fuori dal quartiere) sono state un trauma: mi sembrava di essere stato espulso da una famiglia e i primi tempi trovavo ostili i miei nuovi compagni.
Alcune passioni in comune con altri mi hanno però aiutato a socializzare e a fare nuove amicizie che ancora conservo.
Ecco allora che si imitavano i cavalieri dello zodiaco, oppure si gareggiava con le mini 4WD o ci si trovava a casa di qualcuno a giocare a risiko!.
Verso i dodici anni c'è stato anche un graduale abbandono dei giocattoli in favore dei videogiochi (Sonic e Mario forever) mentre le estati si passavano all'oratorio estivo tra giochi organizzati e non.
Sono poi usciti alcuni bei giochi multiplayer per console come Fifa Soccer o Street Fighter 2 (il primo haduken non si scorda mai).

Passate le medie, l'inizio delle superiori non ha comportato traumi; anzi ero esaltato dalla profondità nel trattare gli argomenti scientifici, letterari e filosofici.
Quasi subito ho trovato gente con cui giocare a calcio, basket (ormai avevo superato l'odio per i giochi di squadra anche se si era creato il complesso dell'eterna riserva), futurisiko!(ci eravamo evoluti) e ...Magic (era uscito quel gioco che avrebbe influenzato un infinità di pomeriggi).
Crescevano anche ulteriormente i sentimenti per le pulzelle che già avevano preso piede gli anni precedenti e non erano mai stati appagati.
Nel frattempo Nintendo dichiarava la prossima uscita del Nintendo 64 che ho cominciato ad attendere speranzoso (manco fosse l'avvento del messia) e avevo abbandonato l'oratorio in quanto richiedeva impegni che non volevo assolutamente prendere.
Ho poi cominciato a spostarmi il più possibile con la bicicletta mezzo che continuo a prediligere.

A sedici anni c'è stata anche la prima vacanza passata per conto mio con alcuni amici a Viserba, vicino a Rimini. Quel primo tentativo non fu molto bello visto che eravamo solo in tre, abbastanza spaesati e con me che presi l'influenza.
Ciò non ci ha fatto comunque desistere e per altri quattro anni siamo tornati allo stesso albergo con più amici e idee per divertirci. Non pensate male, il giorno ci sfiancavamo con sfide a calcio sulla sabbia, a basket o a beach volley e, per riposarci, tra una partita e l'altra, si giocava a magic.
La sera, dopo mangiato, si faceva un giretto, andavamo in sala giochi e si mangiava una pizza al "Barracuda" o si andava al Karaoke (niente discoteca per degli "sfigati" come noi che hanno modi alternativi ma ugualmente belli per divertirsi).
Sempre nel periodo del liceo ho abbandonato la lettura di Topolino per qualcosa che fosse più vicino ai cartoni animati che apprezzavo ed ecco apparire i manga.
Grazie ad un mio amico facoltoso ne ho potuto leggere parecchi mentre la mia nuova camera (ex stanza da letto dei miei) ha cominciato ha riempirsi di poster.

Tra una nuova esperienza e l'altra ho cominciato l'università.
La scelta di ingegneria informatica è derivata dalla ricerca di una facoltà scientifica, che mi desse prestigio aprendomi più porte possibile e che fosse vicino a qualcosa che amavo (nel caso specifico i videogiochi).
L'esperienza universitaria è stata stupenda: gente coi miei stessi gusti e modo di pensare(l'affiatamento con i miei compagni era paragonabile solo a quello delle elmentari); dosi massicce di conoscenza; nuove sfide a magic; un mese di tempo libero alla fine di Gennaio (il fatto di essere un ottimo studente mi ha aiutato in tal senso).
E' proprio dal tempo libero che avevo a fine Gennaio che è nata l'idea di farmi, dopo tanti anni, un nuovo costume per il carnevale.
La lettura di Benkio! mi ha fatto poi conoscere il Cosplay che ho provato la prima volta a Torino 2002 col vestito di Gatsu.
In quella fiera ho poi incontrato una ragazza (meglio tardi che mai) con cui sono stato insieme per diversi anni.
Grazie al cosplay ho fatto nuove amicizie con gente che condivideva alcune passioni che nessuno dei miei amici precedenti aveva.

Negli anni universitari ho anche organizzato due tra le migliori vacanze che abbia fatto.
La prima era sempre a Viserba ma ci sono andato in bici in tre giorni con un amico dell'università e là eravamo in una decina (record attuale).
La seconda è stata l'interrail in Francia, Belgio e Paesi Bassi (esperienza veramente ricca).

Anche l'università, purtroppo, è finita dopo "soli" sei anni (non sono mai rimasto indietro).
L'anno di tesi, trascoso a casa da solo nel farla, è stato abbastanza sofferto; di buono c'è stato il voto (94) e il tempo per realizzare un sogno: il costume di un angelo.
Grazie poi alle borse di studio accumulate, ho potuto andare in Giappone per tre settimane.
Nel fare questo viaggio mi sono ispirato all'interail già fatto ed ho vissuto veramente tre settimane da sogno in giro per il sud di quel paese (Tokyo inclusa) che fino ad allora avevo visto solo nei fumetti e nei videogiochi.
Trovare lavoro non è stato poi difficile, il problema è stato abituarmi ad un ambiente totalmente nuovo con orari e doveri diversi da quelli che fino ad allora avevo avuto.
Chiuso il rapporto con quella ragazza che avevo conosciuto al mio primo cosplay ho provato nuove sensazioni non proprio belle ma probabilmente necessarie al raggiungimento della maturità di ogni persona (meglio prenderla in questo modo).

Attualmente continuo a lavorare, fare cosplay, giocare ai videogiochi e a magic, preferisco la bici ad altri mezzi e vivo con l'obbiettivo di continuare a vivere un'esistenza per lo più positiva come è stato fino ad ora.